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Nonostante il bidone discotecaro, aveva continuato a gravitare nell'orbita del pianeta Fanny. Quale occasione migliore di sferrare l'attacco finale che la ricorrenza di San Valentino? Da tre anni Mirco la trascorreva da solo; era giunto il momento di invertire la rotta.
La sera precedente la festa degli innamorati si recò al Paradiso del Fiore, negozio sito a metà di Viale Lecco. Restò interdetto un buon quarto d'ora, poi si gettò sul classico. Una rosa rossa, simbolo della passione. Non voleva imbarazzare Fanny con qualcosa di vistoso; il tutto doveva svolgersi sotto il tetto della scuola Conti. Mirco comprò anche un bigliettino con cui accompagnare l'omaggio floreale. Vi era disegnato un cuore rosso, tagliato a metà da una freccia; Cupido, su una nuvoletta rosa, sorrideva. Scrisse:"Alla mia musa preferita, che rende le ore scolastiche meno cupe". Chiuse la busta e si addormentò.
Only the brave. Diede sfoggio di temerarietà tra il break tra l'ora di italiano e quella di inglese. Deciso come un carro armato, avanzò verso la maliarda e le porse la rosa:"Questa è per te, buon San Valentino!"
Fanny rimase con l'aria di chi aveva visto una nevicata in agosto, Mirco la fissava speranzoso. Scorrevano i secondi e la matassa non si dipanava.
A rompere l'impasse intervenne l'amica di Fanny, Beatrice:
"Su Fanny..."
"Che cosa faccio?"
"Almeno ringrazialo. Poi come si dice? Se son rose fioriranno. Se invece son cachi cag...ehm no.Ahahah!"
"Okay. Grazie Mirco, ci penserò."
"Con comodo, quando hai tempo."
Nel planning, tuttavia, aveva toppato un punto. Si era dimenticato di consegnarle il cartoncino. Mirco rimediò, infilandolo nel suo zaino, durante la successiva uscita di Fanny per i bisogni fisiologici.
La Mauro, la professoressa di inglese, non poté fare a meno di notare la rosa in mostra sul banco.
"Vedo che in questa classe c'è una persona galante. Fanny, chi è stato?"
"Mirco."
La teacher si rivolse al resto della classe: "Ragazzi, in questa circostanza possiamo dire: Mirco, you are a nice boy!"
Fanny si nascose la faccia tra le mani; Mirco incasso il complimento. Avrebbe preferito, tuttavia, sentirselo dire dalle turgide labbra della dea.
Lo spasimante cambiò fiore, sfogliando la margherita per una settimana. Ascoltava le lezioni con la testa svagata, aspettando il giudizio universale fannyano.
Riiing, riiing! Intervallo. Mirco leggiucchiava; il rumore della pioggia batteva sui vetri della finestra. L'anticiclone delle Azzorre si era allontanato, riconsegnando a Como la parte di Orinatoio d'Italia. Per smaltire la tensione, decise di uscire dalla classe per svolgere pubbliche relazioni in corridoio. Trovò la strada sbarrata da Fanny. Il volto, tetro ed irritato, non era benaugurante.
"Fermo: ti devo parlare."
"Carissima, tutto quello che vuoi..." sospirò.
"Mirco, ti restituisco questo bigliettino; l'ho trovato nella cartella. Come ti sei permesso?"
"Ma,ma..."
"Non ti azzardare più a ficcare il naso nei miei affari, altrimenti passerai guai grossi."
"Va bene." annuì col morale sotto i tacchi.
"Per il resto, la risposta è no. Adesso ti saluto, devo occuparmi di faccende più importanti."
Mirco era raggelato. Dopo la precedente storia d'amore,finita malissimo, forse aveva sviluppato una latente vocazione al sadomasochismo. Non trovò altre spiegazioni su quell'accanimento terapeutico su Fanny, durato quasi cinque mesi.
Il colpo fu talmente forte, in ogni modo, che ebbe bisogno di trovare una spalla su cui piangere. Trovò quella del prof. d'italiano, Manetta.
Gli raccontò l'intera vicenda; il docente lo ascoltò attentamente, assai incuriosito.
"Caro Pezzenti, che cosa vuoi che ti dica? Le donne sono tutte così."
"Davvero?"
"Sì. Prova a farti un uomo."
"Prof, vada aff... non sono mica il preside!"
"Eheheh! Scherzavo."
"Ah be'..."
"Poi, quella Fanny...ha il sedere come una portaerei. Ce ne sono di migliori sulla piazza."
"Per esempio?"
"Federica, quella siciliana che fa la miss alle gare di ciclismo. La parte di lei che conosco meglio sono le spalle, è sempre girata dietro a parlare con la sua amica. Però quelle poche volte che l'ho vista sul frontale non mi sembra affatto male."
"Uhm...pensandoci bene forse ha ragione."
"Visto? Sei giovane, intelligente, e simpatico; qualche cartuccia, prima o poi, la sparerai."
"Grazie."